Crea lo stile
Expression at Home con Tanja Demmerath
Una vita a Berlino, una carriera incentrata sul design e un’agenzia di PR: vieni a conoscere Tanja Demmerath. Lei lavora dove s’incontrano arredo d’interni, lifestyle e storytelling, portando uno sguardo sensibile negli ambienti che abitiamo. A casa sua, però, questa prospettiva si fa più intuitiva e personale: uno spazio in cui il significato si rivela nel tempo, dettaglio dopo dettaglio. Scopri Expression At Home di Tanja.

A casa, però, l’espressione diventa più intuitiva e personale: uno spazio in cui il significato si svela nel tempo, dettaglio dopo dettaglio. È proprio in questo equilibrio, tra struttura e istinto, che prende forma il suo modo di vivere il design.
- Tanja Demmerath


UNA DIMENSIONE DISCRETA
Se il lavoro di Tanja è radicato nel raccontare le storie degli altri, la sua casa le permette di lasciar affiorare la propria in modo spontaneo. Non si tratta di perfezione, ma di creare un mood che trasmetta calore e agio immediati.
“Per me una casa non deve mai sembrare un’immagine finita”, afferma Tanja. “Dovrebbe invece essere un dialogo continuo tra passato e presente, funzionalità ed estetica, calma e creatività, e le persone che ci abitano”.

IL LINGUAGGIO INVISIBILE DELLO SPAZIO
Per Tanja, il design va ben oltre l’aspetto visivo.
“Gli interni che creiamo intorno a noi influenzano il nostro modo di percepire, pensare e relazionarci agli altri, spesso più di quanto immaginiamo”, spiega.
La luce, i materiali e perfino come ci muoviamo in una stanza definiscono quello che Tanja descrive come una sorta di linguaggio senza parole: un codice capace di plasmare l’umore, le nostre emozioni e le relazioni in maniera sottile ma profonda.


- Tanja Demmerath



INTENZIONE, PRIMA DI TUTTO
Gli spazi che restano impressi a Tanja sono quelli autentici, nati da una forte identità, dove ogni elemento ha un ruolo preciso e nulla appare casuale o eccessivamente decorativo. In questi interni si avverte una sicurezza discreta: non cercano di impressionare, semplicemente sono.
I materiali giocano un ruolo fondamentale. Superfici naturali e tattili come legno, lino e pietra si portano dietro il tempo, arricchendosi con l’uso. Non sono luoghi statici, ma in continua trasformazione, in cui la vita può adattarsi poco a poco.
Per Tanja, anche la sobrietà è essenziale. Sapere cosa tralasciare conta quanto ciò che si sceglie di includere. Un ambiente armonioso accompagna lo sguardo e permette ai componenti più importanti di esprimersi con chiarezza.
Come dice Tanja: “Alla fine, non ricordiamo gli ambienti perfettamente allestiti. Ricordiamo come un luogo ci ha fatto sentire”.

PENSATO PER STARE INSIEME
“A volte ci chiedono se stiamo festeggiando qualcosa”, dice. “Ma in realtà celebriamo semplicemente lo stare insieme”.
Un pezzo distintivo di casa è il bar su misura, ispirato a suo padre e concepito come un punto di incontro: un luogo dove nascono le conversazioni e il tempo scorre senza accorgersene.
DOVE TUTTO RACCONTA UNA STORIA
Da un tavolo da pranzo scultoreo in onice a un parascintille realizzato da suo padre, ogni elemento scelto da Tanja racchiude un significato. Accanto a tutto questo, oggetti più discreti: tessili, ceramiche, libri e creazioni realizzate a mano dai suoi figli, aggiungono sfumature capaci di definire l’atmosfera in maniera profondamente personale.
“Non sono attratta dagli oggetti solo per il loro aspetto. Mi attrae ciò che custodiscono”, spiega Tanja


UN AMBIENTE CHE NON SI FERMA MAI
Tanja accoglie il cambiamento come qualcosa di inevitabile. Con l’evolversi della vita, anche gli ambienti che la circondano si trasformano.
“Non credo che una stanza sia mai davvero finita, e in fondo preferisco così”, dice. “Una casa dovrebbe riflettere il presente e non il passato”.



IL POTERE DELLA SEMPLICITÀ
Alcuni dei dettagli più significativi sono anche i più semplici. Da quasi tutte le stanze, Tanja può vedere il cielo e questo riempie la casa di luce, portando movimento e una nuova prospettiva.
“È un accorgimento semplicissimo che però crea una sensazione di apertura e connessione”.
L’INTUIZIONE PRIMA DELLE REGOLE
“Non sono mai stata attratta da arredi in cui tutto appare troppo coordinato”, svela Tanja.
Al contrario, lei ama i contrasti e si affida all’intuizione, combinando materiali, stili e funzioni con spontaneità. Niente è forzato. Perché, alla fine, gli spazi più riusciti non sono i più impeccabili, ma i più personali.
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